Tutti gli articoli

Siete interessati ai nostri servizi?

Contattateci
Remote working

Iscriviti per maggiori contenuti

«l call center? Lo faremo fare da casa, pagheremo la connessione a mille dipendenti, la metà di quelli che lavorano nelle zone arancioni.»

Così si organizza Comdata, il colosso italiano dei servizi in outsourcing per aziende telefoniche, energetiche e finanziarie ,10.500 dipendenti in Italia e ben duemila in cinque sedi in zone arancione: Corsico (Milano), Parma, Pesaro, Asti e Padova. Un’azienda che si basa su una tale forza lavoro e che al contempo fornisce un servizio essenziale per la funzionalità di servizi strategici ha dovuto affrontare un’emergenza che poteva travolgere ogni organizzazione, invece — racconta l’amministratore delegato del gruppo Alessandro Zunino, 52 anni — «devo ringraziare e fare i complimenti a tutti i lavoratori. Oggi c’era da aspettarci di tutto e invece abbiamo avuto un tasso di assenteismo praticamente pari a quello delle altre settimane, nelle cinque sedi colpite dal decreto. Appena tre punti percentuali in più rispetto a un normale lunedì. E molti sono ferie, soprattutto persone che hanno i figli a casa. Hanno mostrato grande senso di responsabilità e voglia di resistere ad ansie e paure».

El Corriere della Sera: Ma come vi siete organizzati per gestire tutte queste persone da un giorno all’altro?

Alessandro Zunino: Entro domenica abbiamo emesso una comunicazione interna che ha recepito il decreto in tempo utile perché la gente sapesse che cosa fare. Abbiamo ricordato a tutti coloro che sono impegnati in lavori di amministrazione, di finanza, quelli delle aree più manageriali a Milano, che si può fare smart working. Ma questo riguarda poche decine di dipendenti. Mentre abbiamo lanciato da oggi un piano più complesso per “remotizzare”, quindi poter svolgere anche da casa le attività degli operatori di call center. Da domani (martedì 10, ndr) permettiamo di lavorare da casa ai dipendenti che operano nelle cinque sedi nelle zone arancioni, sulle 23 totali in Italia. Nel giro di 10-12 giorni abiliteremo circa metà degli operatori in queste cinque sedi. Questo avrà la conseguenza di rendere più diradate le presenze negli uffici, che diventano così ancora più sicuri.

El Corriere della Sera: Darete a tutti dei computer?

Alessandro Zunino: Diremo ai dipendenti — ma dipende dalle attività cui lavorano — di usare il proprio computer, per chi ce l’ha. A quelli che non lo possiedono verranno forniti dei portatili. Faremo anche una prima verifica per la disponibilità di banda larga, a coloro che non ce l’hanno faremo in modo di provvedere a un collegamento mobile ad alta velocità, pagato da noi, e che abbiano i software necessari per collegarsi alla nostra piattaforma. Naturalmente devono essere d’accordo i nostri clienti — che sono tlc, energia, banche — a che un nostro lavoratore possa collegarsi da casa. Spero che anche dimostrino un analogo senso di responsabilità, in un momento come questo, anche se so bene che alcune attività non possono farsi da casa. Noi in ogni caso faremo in modo che la nostra centralina telefonica possa instradare le telefonate in ingresso sui cellulari o i telefoni dei lavoratori.

El Corriere della SeraVi sta costando tanto?

Alessandro ZuninoPer poter essere così veloci e agire in così poco tempo dobbiamo necessariamente fare leva sulle dotazioni in essere presso i dipendenti. I primi useranno i propri computer e abbonamenti. Noi diamo un contributo a chi usa un proprio abbonamento a internet, 30 euro al mese, con qualunque operatore. Laddove ci fosse bisogno, installeremo una connessione. Pensiamo comunque di completare il fabbisogno con un impegno finanziario limitato, dato che circa il 35% ha già una connessione veloce.

El Corriere della Sera: Oggi in quanti eravate presenti?

Alessandro ZuninoStamattina abbiamo avuto un tasso di assenteismo rispetto alla norma di circa 3 punti percentuali. Ci si poteva aspettare una situazione più complicata. Invece è andata bene. E per lo più la percentuale è dovuta a ferie, non a malattia. E quindi probabilmente è legata al fatto che le scuole sono chiuse, per la necessitò di affrontare il tema dei bambini a casa. Noi abbiamo intensificato a partire da oggi, nei cinque siti, la frequenza della sanificazione degli ambenti e delle postazioni. E in ognuna delle sedi abbiamo messo liquido disinfettante.

El Corriere della Sera: E con le autocertificazioni come vi siete mossi?

Alessandro ZuninoAbbiamo predisposto un modulo per chi risiede fuori della sede, dichiarando che la propria sede di lavoro si trova dentro la zona arancione e che l’attività non è svolgibile fuori. L’abbiamo mandato a tutti i dipendenti. Insomma ci stiamo organizzando. Non era mai successo prima una cosa simile, come tante aziende in questi giorni stiamo mettendo alla prova le nostre risorse.

El Corriere della Sera: Voi siete una multinazionale, il vostro azionista principale è il fondo americano Carlyle. Come vi state muovendo negli altri Paesi in cui siete presenti?

Alessandro ZuninoLa sede nostro del gruppo è a Milano, poi abbiamo un‘importante azienda in Francia dove siamo il terzo operatore e diverse attività in altri Paesi per esempio in Spagna, Turchia, Marocco. Stiamo molto attenti nel trasferire all’estero quello che facciamo, per le misure che potrebbero presto dover prendere. Un Paese aiuta l’altro, in una multinazionale.

Scopri l'articolo originale qui.

 

Fonte: Corriere della Sera - Corriere.it, 9 marzo 2020, articolo di Fabrizio Massaro

Iscriviti per maggiori contenuti