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#TheComdataBackstage Spain

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Mentre il mondo si ferma e le strade si svuotano, la linfa vitale dell’economia continua a scorrere: non solo negli uffici, ma anche nelle case dei lavoratori più determinati e nelle reti capillari del web. Mentre gli operatori sanitari sono in prima linea per salvare vite umane, a contribuire alla battaglia contro il coronavirus ci sono, in seconda linea, anche tutti gli altri lavoratori: così, al termine della pandemia, la vita potrà riprendere e i mezzi necessari per viverla saranno di nuovo a disposizione.

"Per attività che normalmente richiedono 40 ore, ce ne abbiamo messe 3"

Dopo l’Italia, lo stesso copione è andato in scena in molti altri Paesi, tra cui la Spagna, dove Javier, IT Network Manager per la penisola iberica, si stava preparando all’epidemia. “Quando il virus è arrivato in Italia, abbiamo pensato: “Caspita, è vicinissimo!”, ma qui in Spagna non è successo niente e la vita è andata avanti come al solito”.

La situazione è cambiata in un lampo quando sono stati segnalati dei casi a Tenerife, nelle Canarie, e a Valencia, la cui squadra di calcio era dovuta andare a Bergamo – nel cuore della Lombardia – per una partita di Champions League. In quel periodo la Lombardia stava diventando l’epicentro italiano del virus.

Stavano pensando di sospendere la partita, ma alla fine le squadre sono scese in campo e in quel momento ho pensato: ‘Avremo dei problemi anche qui’. Ricordo la nostra prima riunione d’emergenza. Stavamo discutendo con calma le misure da applicare, quando all’improvviso un collega ha fatto irruzione per dirci che era stato riscontrato un caso nella nostra sede di Madrid. Siamo rimasti con il fiato sospeso”.

Alla fine si è rivelato un falso allarme, ma oramai eravamo con le antenne drizzate. “Sapevamo che nel giro di poco tempo avremmo potuto subire delle restrizioni e che dovevamo attivarci per riuscire a lavorare da casa. Essendo un call centre, rappresentavamo una grande preoccupazione per l’azienda. Tutto dipendeva dalla connessione, perché senza una buona connessione Internet non saremmo riusciti a fare nulla. E anche una volta connessi, possono sempre verificarsi delle interruzioni durante le conversazioni, o dei periodi di latenza, e a quel punto è difficilissimo gestire adeguatamente le richieste dei clienti”.

Ma eravamo ancora in tempo, non era troppo tardi per elaborare un piano. Dovevamo pensare alla soluzione più efficace per garantire a tutti la migliore connettività possibile. Abbiamo cominciato dai team dell’assistenza clienti, dando precedenza ai servizi più importanti, per poi passare via via a tutti gli altri. Alla fine avevamo 50 servizi pronti per essere connessi. Sembrava di stare sulle montagne russe. Abbiamo dovuto svolgere in appena 3 ore attività che prima dell’epidemia ne richiedevano 40”.

E una volta che un certo numero di persone era in grado di connettersi, non ci è rimasto che mandarle a casa e fare test su test. Abbiamo lavorato senza sosta a questo progetto. Adesso il 95% dei dipendenti lavora da casa”.

Applause Spain

Gli sforzi di Javier e del suo team non sono passati inosservati all’interno di Comdata. Come molti spagnoli, ogni sera la loro responsabile si affaccia alla finestra alle otto in punto, per rivolgere un applauso agli eroi del servizio sanitario nazionale.

Quel giorno ci ha raccontato di aver applaudito a lungo, dicendosi: ‘Oggi questi applausi li dedico al mio team IT. Sono i miei medici e i miei infermieri’. Ci ha detto che avrebbe applaudito per noi ogni giorno. È stato fantastico ricevere un feedback così gratificante. Abbiamo la sensazione di lavorare per un obiettivo comune, per Comdata e per qualcuno che riconosce le nostre capacità e i nostri sforzi. Ti dà una carica incredibile sentirti dire una cosa del genere.

#Realpeople

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